President Claudia Sheinbaum presents electoral reform proposal to eliminate plurinominal senators and cut election costs at a Mexico City press conference.
President Claudia Sheinbaum presents electoral reform proposal to eliminate plurinominal senators and cut election costs at a Mexico City press conference.
Immagine generata dall'IA

Sheinbaum presenta riforma elettorale che elimina i senatori plurinominali

Immagine generata dall'IA

La presidente Claudia Sheinbaum ha presentato la sua proposta di riforma elettorale il 25 febbraio 2026, mirata a eliminare le liste plurinominali al Senato e a ridurre i costi elettorali del 25%. L’iniziativa, da inviare al Congresso il 2 marzo, mantiene 500 deputati ma richiede che tutti competano per voti diretti. I consiglieri INE avvertono che cambiamenti come l’eliminazione dei seggi distrettuali permanenti rappresentano una regressione di 45 anni.

La presidente Claudia Sheinbaum ha delineato i 10 punti principali della sua riforma elettorale nella conferenza mattutina del 25 febbraio 2026, strutturata intorno a quattro assi: integrazione del Congresso, riduzione dei costi, vigilanza e democrazia partecipativa. La proposta elimina le liste di rappresentanza proporzionale al Senato, riducendo da 128 a 96 senatori: 64 per maggioranza relativa e 32 per prima minoranza. Nella Camera dei Deputati, si mantengono 500 seggi, con 300 eletti per maggioranza relativa e 200 per rappresentanza proporzionale, ma senza liste partitiche; i candidati devono competere sul campo per ottenere voti, dando priorità a quelli con i migliori risultati nei loro partiti anche se non vincono i distretti. Sheinbaum ha enfatizzato: «Tutti devono cercare il voto popolare, non ci saranno più liste. Non vogliamo che le élite partitiche rimangano deputati o senatori senza voto popolare». Questa misura riguarderebbe senatori attuali come Adán Augusto López, Gerardo Fernández Noroña e Lilly Téllez, selezionati tramite liste plurinominali di Morena, PT e PAN. Altre modifiche includono un taglio del 25% al bilancio INE, partiti politici e organi locali, con un tetto salariale per i consiglieri elettorali al livello del presidente. Il Programma di Risultati Elettorali Preliminari (PREP) viene eliminato, con conteggi distrettuali immediati dopo le elezioni per risultati rapidi. La riforma regola l’uso dell’intelligenza artificiale, vieta i bot nelle campagne e rafforza il controllo finanziario, proibendo contributi in contanti. Espande inoltre la democrazia partecipativa con referendum e consultazioni in stati e municipalità, facilita il voto per i messicani all’estero e reintegra i divieti costituzionali al nepotismo e alla rielezione consecutiva dal 2030. La segretaria alla Governance Rosa Icela Rodríguez ha applaudito l’iniziativa: «Il popolo prende in mano il destino del Messico». Tuttavia, consiglieri INE come Jaime Rivera e Dania Ravel hanno criticato l’eliminazione dei 300 seggi distrettuali permanenti, sostenendo che riporterebbe a comitati temporanei degli anni ’80, rischiando imparzialità ed expertise. Ravel ha dichiarato: «Mette a rischio l’imparzialità con cui l’autorità elettorale deve agire». Sheinbaum ha indicato che la riforma sarà presentata con o senza sostegno di alleati come PT e PVEM, priorizzando l’adempimento delle promesse. Il leader Morena Ricardo Monreal ha confermato la presentazione il 2 marzo dopo revisioni finali.

Cosa dice la gente

Le reazioni iniziali su X alla proposta di riforma elettorale della presidente Sheinbaum, che elimina i senatori plurinominali e mira a tagliare i costi elettorali del 25%, sono polarizzate. I sostenitori la salutano come mossa verso austerità, democrazia diretta e fine dei privilegi. Critici e consiglieri INE la denunciano come regressione di 45 anni che rischia l’imparzialità e chiedono un dibattito parlamentare aperto. Scettici prevedono che possa fallire al Senato senza sostegno alleato.

Articoli correlati

Dramatic illustration of Mexico's Chamber of Deputies rejecting Sheinbaum's electoral reform 259-234, with Morena's Ricardo Monreal announcing Plan B.
Immagine generata dall'IA

Chamber of deputies rejects Sheinbaum's electoral reform

Riportato dall'IA Immagine generata dall'IA

The Chamber of Deputies rejected President Claudia Sheinbaum's electoral reform on March 11, 2026, failing to reach the required qualified majority. With 259 votes in favor and 234 against, the initiative was defeated due to opposition from allies like PT and PVEM. Ricardo Monreal from Morena announced that the party will prepare a 'Plan B' to advance it.

President Claudia Sheinbaum presented an electoral reform initiative last week aiming to change the allocation of proportional representation seats and regulate campaign financing. Analysts warn that, though diluted compared to previous proposals, it poses a high risk of inequity by favoring Morena. The proposal raises doubts about its true intent, potentially paving the way for changes in secondary laws.

Riportato dall'IA

President Claudia Sheinbaum delayed the submission of her electoral reform initiative to Congress again, citing reviews of the wording to avoid contradictions. Morena is seeking to convince its PT and PVEM allies to support the proposal, which includes budget cuts and changes to plurinominales. The PVEM backs 95% of the initiative, though it debates the method for electing legislators.

Morena leaders, including Luisa María Alcalde and Guillermo Rafael Santiago, have denied speculations about preserving the current plurinominal system in the electoral reform, stating changes will strengthen representativeness and cut costs. Negotiations continue at the Secretaría de Gobernación, with allies PT and PVEM. Ricardo Monreal corrected his initial claim that the issue was settled.

Riportato dall'IA

President Claudia Sheinbaum expressed skepticism about support from PT and PVEM for her Plan B on electoral reform, to be sent to Congress on Monday, March 16. Following the rejection of the original proposal in the Chamber of Deputies, the plan aims to reduce privileges in local congresses and allow popular consultations on electoral issues. Sheinbaum emphasized that she does not see this as a defeat and will prioritize citizen participation.

President Claudia Sheinbaum acknowledged PT and PVEM support for her electoral reform Plan B after the initial proposal was rejected in the Chamber of Deputies. She vowed not to relent on pushing electoral changes. The deal aims to cut budgets and privileges to fund public works.

Riportato dall'IA

Seventeen state congresses have approved President Claudia Sheinbaum's Plan B electoral reform package, turning it into law after Senate and Chamber of Deputies passage. The measure, needing 17 local legislatures, aims to cap municipal councilors, state legislative budgets, and electoral officials' salaries. Approvals came in Thursday sessions, led by Tabasco.

 

 

 

Questo sito web utilizza i cookie

Utilizziamo i cookie per l'analisi per migliorare il nostro sito. Leggi la nostra politica sulla privacy per ulteriori informazioni.
Rifiuta