Il Tribunale Superiore Elettorale (TSE) ha pubblicato lunedì (19) la sua proposta iniziale per le regole sulla propaganda elettorale alle elezioni del 2026, senza ampliare le norme sull’intelligenza artificiale nonostante l’evoluzione della tecnologia dal voto del 2024. La proposta limita la rimozione di profili sui social media a casi di utenti falsi comprovati o reati. Il testo sarà sottoposto a dibattiti pubblici, con suggerimenti fino al 30 gennaio e audizioni a febbraio, prima del voto in plenaria.
Il TSE ha presentato la sua bozza iniziale per regolamentare la propaganda elettorale alle elezioni del 2026, mantenendo i divieti del 2024 contro deepfake, contenuti manipolati per diffondere fatti non veri e uso di robot per contattare gli elettori. Mantiene anche l’obbligo di identificare i contenuti generati da IA. Nonostante le preoccupazioni per video iperrealistici che potrebbero ingannare gli elettori, alcuni ministri ritengono le regole attuali sufficienti, mentre altri spingono per aggiornamenti per affrontare i progressi tecnologici. nnLa proposta introduce limiti alla rimozione di profili sui social media, consentendola solo per utenti falsi comprovati, come bot o profili di persone inesistenti, o in caso di reati. Ciò mira a bilanciare la libertà di espressione e la certezza del diritto, secondo l’avvocato elettorale Francisco Almeida Prado Filho: «Ha senso che le rimozioni di profili avvengano solo in casi eccezionali». nnTuttavia, gli esperti criticano l’approccio. Francisco Brito Cruz, professore di diritto all’IDP, avverte che la restrizione potrebbe impedire la rimozione di profili con propaganda irregolare, come pettegolezzi o account di scommesse. Bruno Bioni di Data Privacy Brasil vede la proposta come timida e suggerisce obblighi per le aziende fornitrici di IA, oltre ai social network. Paloma Rocillo dell’Istituto Iris indica la mancanza di progressi in trasparenza e supervisione, in assenza di una legge congressuale approvata sull’argomento. nnIl processo include l’invio di suggerimenti dal 19 al 30 gennaio, audizioni pubbliche dal 3 al 5 febbraio su temi come propaganda e reati elettorali, guidate dal ministro Kassio Nunes Marques. Un possibile miglioramento è la semplificazione delle denunce e delle interazioni con i big tech, influenzata dalla decisione del STF sul Marco Civile di Internet.