Dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati la settimana scorsa, il progetto di dosimetria affronta ora lo scrutinio del Senato. Il presidente della CCJ Otto Alencar propone di restringere le riduzioni di pena agli atti di invasione e vandalismo dell’8 gennaio 2023, in mezzo a dibattiti su se escluda l’ex presidente Jair Bolsonaro.
Dopo l’approvazione del progetto di dosimetria dalla Camera dei Deputati il 10 dicembre —che regola i criteri di pena per reati legati a colpi di Stato, potenzialmente accelerando la progressione di regime—, l’attenzione si è spostata al Senato.
Il linguaggio ampio del progetto potrebbe applicarsi a reati come coercizione, incendio doloso e resistenza, beneficiando condannati oltre i partecipanti all’8 gennaio, secondo consultazioni di Folha. Il relatore della Camera Paulinho da Força (Solidariedade-SP) insiste che mira agli accusati di golpe, in particolare dell’8/1, e si oppone a ulteriori restrizioni in Senato se ne ritardano il passaggio.
Il presidente della CCJ del Senato Otto Alencar (PSD-BA) propone un emendamento che limita le riduzioni a «reati commessi nel contesto degli eventi dell’8 gennaio 2023, relativi ad atti di invasione, vandalismo o danni a beni pubblici o privati». Ha avvertito GloboNews che il testo attuale «non passerà».
Il senatore Fabiano Contarato (PT-ES) lo definisce pericoloso, potenzialmente aiutando criminali e fazioni mentre mira a beneficiare Bolsonaro. Gli esperti divergono su se l’emendamento di Alencar escluderebbe Bolsonaro, la cui pena di 27 anni potrebbe vedere il tempo in regime chiuso ridotto da 6-10 a 2-4 anni.
Il relatore Esperidião Amin (PP-SC) presenterà la sua relazione il 17 dicembre, con possibili voti in CCJ e in plenaria quel giorno. Gli alleati del governo spingono per rinvii al 2026.