Dopo l’approvazione della Camera una settimana prima, il Senato brasiliano ha approvato il disegno di legge Dosimetria il 17 dicembre 2025, potenzialmente alleggerendo le pene per Jair Bolsonaro e i condannati dell’8 gennaio 2023. L’amministrazione del presidente Lula ha annunciato un veto, definendolo una minaccia alla democrazia, mentre i leader dell’opposizione hanno giurato di ribaltarlo.
Il Senato brasiliano ha approvato il disegno di legge Dosimetria il 17 dicembre 2025, con 48 voti a favore, 25 contrari, un’astensione e cinque assenze, dopo il suo passaggio alla Camera la settimana precedente. Il disegno modifica il calcolo delle pene per i crimini contro lo Stato di diritto democratico, come il divieto di accumulo di pene per colpo di Stato e abolizione violenta dello Stato (applicando solo la pena maggiore più un sesto alla metà), riducendo le pene di un terzo a due terzi in contesti di folla senza leadership, facilitando la progressione di regime a un sesto scontato e consentendo la remissione del regime domiciliare tramite lavoro o studio. Ciò potrebbe accorciare la sentenza di 27 anni di Bolsonaro al STF e avvantaggiare gli imputati dell’8 gennaio che hanno assaltato la sede dei Tre Poderi a Brasília.
La ministra delle Relazioni Istituzionali Gleisi Hoffmann ha condannato la mossa come «mancanza di rispetto al STF» e ha confermato l’intenzione di veto del presidente Lula, sottolineando la responsabilità degli aggressori della democrazia. Il leader del Governo al Senato Jaques Wagner ha consentito il voto nonostante l’opposizione, definendolo un’«assurdità».
Le figure dell’opposizione hanno festeggiato: il deputato Nikolas Ferreira (PL-MG) ha accolto con gioia il recupero della «giustizia» e il potenziale ribaltamento con la maggioranza alla Camera; il senatore Flávio Bolsonaro (PL-RJ) l’ha chiamato un «primo passo»; la senatrice Damares Alves (PL-DF) ha previsto una «grande liberazione». Il leader PT alla Camera Lindbergh Farias prevede un ricorso al STF, sostenendo che le modifiche del Senato richiedono una revisione della Camera. Critici come Renan Calheiros (MDB-AL) l’hanno accusato di mascherare il tentativo di golpe.