L'ex prima ministra Elisabeth Borne esorta il governo di Sébastien Lecornu ad assumersi la responsabilità di adottare il bilancio 2026 entro fine anno, ricorrendo anche all'articolo 49.3. Difende questo strumento costituzionale come opzione ragionevole di fronte alla riluttanza parlamentare. Questa dichiarazione arriva mentre incombono minacce di censura sull'esecutivo.
In un'intervista pubblicata domenica 14 dicembre 2025 sul sito del Parisien, Elisabeth Borne, ex prima ministra e deputata di Renaissance, invita il governo ad adottare un bilancio entro fine anno. Avendo utilizzato lei stessa l'articolo 49.3 della Costituzione 23 volte e sopravvissuto a 31 mozioni di censura, insiste: «dobbiamo fare tutto il possibile per avere un bilancio entro fine anno».
In risposta alla posizione di Sébastien Lecornu, che rifiuta il 49.3 e invita i parlamentari a trovare un compromesso, Borne ribatte che la Costituzione permette al governo di assumersi le sue responsabilità, a differenza dei parlamentari. Elenca le opzioni: un voto sulle conclusioni della commissione mista paritaria, un voto bloccato su un compromesso o l'impegno della responsabilità governativa tramite 49.3. Per lei, quest'ultimo «non è una tattica muscolare» ma «un modo meno impegnativo per le opposizioni di consentire l'adozione di un testo, senza doverlo votare». Offre una via per approvare il bilancio senza sostenere esplicitamente il governo.
Questa posizione arriva dopo la minaccia del primo segretario del Partito Socialista, Olivier Faure, che ha avvertito Sébastien Lecornu giovedì di una «censura immediata» se si userà il 49.3 senza un compromesso preventivo sul bilancio dello Stato. Borne auspica anche un deficit inferiore al 5% e mette in guardia contro la normalizzazione di una legge speciale, come quella usata nel 2024 sotto François Bayrou, che ha permesso di approvare un bilancio a febbraio 2025 senza impegnare nuove spese.