Marine Le Pen definisce la derisione di nomi ebraici da parte di Mélenchon peggiore delle frasi di suo padre

In risposta alla recente derisione di nomi ebraici come quelli di Raphaël Glucksmann e Jeffrey Epstein da parte di Jean-Luc Mélenchon, Marine Le Pen lo ha accusato su RTL di provocazione antisemita e ha denunciato i doppi standard dei media che favoriscono la sinistra rispetto al Rassemblement National. Il Partito Socialista ha definito le dichiarazioni antisemite.

A seguito delle controverse battute di Jean-Luc Mélenchon sulla pronuncia dei nomi di Raphaël Glucksmann e Jeffrey Epstein — dettagliate nella copertura precedente —, Marine Le Pen, capogruppo dei deputati RN, ha denunciato le dichiarazioni su RTL il 4 marzo 2026. Le ha giudicate «molto peggiori di quanto sia stato rimproverato» a suo padre, Jean-Marie Le Pen, citando i suoi passati scivoloni come il «détail de l’Histoire» sulla Shoah e il gioco di parole «Durafour crématoire» sui forni crematori e Michel Durafour, allora ministro degli Interni di sinistra (1988-1991, ndr.). Le Pen ha accusato Mélenchon di «provocazione eleitoralista volta a maneggiare l’antisemitismo per cercare di mobilitare l’elettorato antisemita». Ciò riecheggia una dichiarazione dell’ufficio nazionale del PS del martedì precedente che condannava le «caricature complottiste e propos antisémites» di Mélenchon. Glucksmann, l’eurodeputato socialdemocratico di origine ebraica ashkenazita preso di mira, ha definito Mélenchon il «Jean-Marie Le Pen della nostra epoca», un «mélange di sobillatore e clown che gioca con i peggiori codici dell’estrema destra francese e dell’antisemitismo». Mélenchon si è scusato in seguito, esprimendo rammarico per aver ferito Glucksmann. Le Pen ha evidenziato il trattamento diseguale: «Se qualcuno del RN avesse detto quel che ha detto Jean-Luc Mélenchon, sarebbe finita in prima pagina sui telegiornali, sui giornali cartacei, avrebbe provocato manifestazioni in strada. Qui non è il caso, perché è comunque un uomo di sinistra». Si è allineata alla spinta di Jordan Bardella per un «cordon sanitaire» intorno a La France insoumise, specialmente in mezzo alle presunte connessioni LFI con la morte del militante di estrema destra Quentin Deranque, richiamando i ritiri delle candidature alle elezioni legislative 2024 contro l’RN.

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