Jean-Luc Mélenchon smirking at podium during Lyon rally, joking about Epstein amid antisemitism backlash.
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Mélenchon scherza sulla pronuncia di Epstein a incontro di Lione

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Durante un incontro di sostegno comunale a Lione il 26 febbraio 2026, Jean-Luc Mélenchon ha scherzato sulla pronuncia del nome di Jeffrey Epstein, scatenando accuse diffuse di antisemitismo da parte di leader politici di tutto lo spettro. L'ex primo ministro Dominique de Villepin ha condannato le dichiarazioni come atto di irresponsabilità politica, deplorando un sacrificio della sinistra. Mélenchon ha difeso le sue parole, accusando i critici di incitare violenza contro La France insoumise.

Il 26 febbraio 2026, durante un incontro a Lione in sostegno alla candidata municipale di La France insoumise (LFI) Anaïs Belouassa-Cherifi, Jean-Luc Mélenchon ha interrotto una critica alla copertura mediatica dei casi giudiziari. «Tranne per l'affaire Epstein», gli è sfuggito, prima di aggiungere: «Ah... Intendevo Epstine, scusa. Suona più russo, Epstine, eh…? Quindi ora direte Epstine invece di Epstein, Frankenstine invece di Frankenstein. Ecco fatto, tutti capiscono come si fa». Queste dichiarazioni, pronunciate davanti a circa 2.000 militanti, miravano a suggerire un inquadramento mediatico distorto nel caso Epstein, che coinvolge il pedocriminale statunitense morto nel 2019, le cui connessioni con figure influenti sono state rivelate.  La reazione è stata immediata e unanime. Il presidente del CRIF Yonathan Arfi ha definito le parole un «delirio complottista con sottotoni antisemiti reali» su X. Emmanuel Macron ha ripubblicato un vecchio discorso contro l'«antisemitismo dell'estrema sinistra». La portavoce del governo Maud Bregeon ha denunciato una strategia elettorale basata su «violenza politica e antisemitismo». Gabriel Attal l'ha chiamata una «mostruosità», mentre Aurore Bergé ha affermato che «l'antisemitismo in Francia si scrive con tre lettere: L-F-I». Il leader PS Olivier Faure e la capo degli Ecologisti Marine Tondelier hanno espresso indignazione, quest'ultima esclamando: «Niente va bene in queste dichiarazioni. Basta così!»  Dominique de Villepin, in un lungo post su X il 27 febbraio, ha rimpianto il «sacrificio dell'estrema sinistra» e ha avvertito di una radicalizzazione che porta alla violenza. «Giochi di parole su cognomi ebraici evocano troppi brutti ricordi», ha scritto, esortando Mélenchon a chiarire la sua posizione sull'antisemitismo un anno prima delle elezioni presidenziali del 2027.  Jean-Luc Mélenchon ha ribattuto su X: «Ho ironizzato sull'intento di fare di 'Epstine' un nome per 'russificare' il problema. Reazione sconcertante da parte di chi ci vede antisemitismo». Il coordinatore LFI Manuel Bompard ha denunciato una «campagna diffamatoria». Queste accuse si inseriscono nelle controversie continue contro Mélenchon, in particolare dai attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele, che ha sempre negato.

Cosa dice la gente

Le reazioni su X allo scherzo di Jean-Luc Mélenchon sulla pronuncia del nome di Jeffrey Epstein a un incontro di Lione sono polarizzate. Molti utenti e account media lo condannano come antisemita, con post ad alto engagement da critici che lo paragonano alla retorica nazista o lo definiscono un fallimento morale. I sostenitori liquidano le accuse come esagerazioni o distrazioni mediatiche dallo scandalo Epstein, enfatizzando l'ironia e le richieste di indagini. Giornalisti e figure pubbliche di tutto lo spettro esprimono indignazione, mentre utenti di sinistra lo difendono come gioco di parole non antisemita.

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