Durante un incontro a Lione il 26 febbraio 2026, Jean-Luc Mélenchon ha scherzato sulla pronuncia del nome di Jeffrey Epstein, attirando accuse di antisemitismo da vari esponenti politici. Questa osservazione è arrivata in un discorso più ampio di difesa del suo movimento e critica ai media tradizionali. Il contesto comprende tensioni legate alla morte di Quentin Deranque e alle elezioni municipali.
Il 26 febbraio 2026, Jean-Luc Mélenchon, leader de La France insoumise (LFI), ha tenuto un incontro a Lione per sostenere la candidata sindaco LFI Anaïs Belouassa-Cherifi. Durante il suo discorso di circa due ore alla Bourse du Travail, a cui hanno partecipato circa 2000 militanti secondo gli organizzatori, ha riaffermato il sostegno a La Jeune Garde, un gruppo antifascista legato ad accuse nel caso Quentin Deranque, uno studente nazionalista linciato a Lione due settimane prima. «Questi sono i nostri fratelli», ha affermato Mélenchon, sostenendo che «Rima Hassan, Raphaël Arnault e il nostro movimento non c'entrano con quanto accaduto. È una trappola deliberata dell'associazione Nemesis».Ha anche attaccato i media tradizionali, definendoli «vecchia stampa indignata» e «pane raffermo», in riferimento a una recente conferenza stampa limitata ai «nuovi media digitali». Ha preso di mira in particolare BFMTV, AFP, France Info e Le Figaro, dicendo «Lasciatemi in pace» e invitando gli spettatori a guardare il suo discorso su YouTube.Parlando dell'affaire Epstein, sette anni dopo la morte del pedofilo americano, Mélenchon ha deplorato il presunto silenzio dei media, per poi scherzare: «Tranne per l'affare Epstein», correggendosi: «Ah… Volevo dire Epstine, scusa, suona più russo, Epstine. Quindi ora direte Epstine invece di Epstein, Frankenstine invece di Frankenstein!». Questa battuta, che giocava sulla desinenza «ein» evocante l'yiddish e l'ebraicità di Epstein, ha provocato indignazione sui social.La giornalista Marianna Perebenesiuk ha spiegato su X che enfatizzare quella pronuncia «spesso rimanda all'ebraicità di una persona». Yonathan Arfi, presidente del Crif, ha replicato: «Nonostante il fastidio di J.-L. Mélenchon, un bambino di quinta elementare sa che in inglese «Epstein» si pronuncia «Epstine». […] Mélenchon resta sinonimo di indegnità politica». La ministra Aurore Bergé ha dichiarato: «Il nuovo antisemitismo in Francia si scrive con 3 lettere: L-F-I. […] Non un voto per questi antisemiti». Il deputato RN Matthias Renault l'ha definito uno «scivolone antisemita calcolato», mentre la senatrice PS Laurence Rossignol ha denunciato «l'antisemitismo più terrificante».Queste accuse si aggiungono alle critiche a Mélenchon dagli attacchi del 7 ottobre 2023, in cui ha privilegiato la causa palestinese. I rapporti di LFI con la stampa si sono incrinati dalla morte di Deranque, inclusa l'imputazione per «complicità in omicidio» di Jacques-Elie Favrot, assistente di Raphaël Arnault.