La Società Rurale Argentina (SRA) ha avvertito che le nuove quote e tariffe cinesi sulle importazioni di carne bovina rappresentano sfide significative per i produttori, che dipendono pesantemente dal mercato cinese, dopo l'annuncio della politica all'inizio di questa settimana.
In un'analisi recente, la Società Rurale Argentina (SRA) ha evidenziato le sfide derivanti dalle misure di salvaguardia cinesi sulle importazioni di carne bovina, efficaci dal 1 gennaio 2026. Queste comprendono quote specifiche per paese — 511.000 tonnellate senza dazi per l'Argentina nel 2026, in lieve aumento negli anni successivi — e tariffe del 55% sui volumi eccedenti, come dettagliato nell'annuncio iniziale.
La Cina assorbe circa il 70% delle esportazioni di carne bovina argentina, secondo i dati dell'Instituto de Promoción de la Carne Vacuna (IPCVA). Il rapporto SRA enfatizza i rischi per l'accesso al mercato e la competitività, esortando a un monitoraggio attento delle variazioni della politica commerciale cinese.
I produttori esprimono preoccupazioni per gli impatti operativi, sottolineando l'esposizione del settore agricolo ai cambiamenti dei mercati internazionali. Sebbene alcuni esperti vedano effetti limitati nel breve termine, l'analisi SRA stressa la necessità di vigilanza e possibile diversificazione.