Diverse modifiche normative e tariffarie entrano in vigore il 1 gennaio 2026

A partire dal 1 gennaio 2026, la Francia attua una serie di misure che impattano su finanze personali, alloggi, trasporti e ambiente, in assenza di un bilancio statale approvato. Le principali regolazioni includono un aumento dello 0,9% delle pensioni base, la sospensione del programma MaPrimeRénov’ e rincari per gas e pacchi postali.

Il 1 gennaio 2026 introduce varie riforme in Francia senza un bilancio statale definitivo, a seguito dell’adozione della legge sul finanziamento della sicurezza sociale il 16 dicembre dell’anno precedente.

In ambito abitativo ed energetico, il programma MaPrimeRénov’ resta sospeso a tempo indeterminato, come annunciato dal ministro della Casa Vincent Jeanbrun il 21 dicembre, a causa di sovraccarico delle pratiche e frodi eccessive. Entra in vigore un nuovo metodo di calcolo per la diagnosi di prestazione energetica (DPE), che abbassa il coefficiente dell’elettricità per allinearsi agli standard europei; le DPE esistenti rimangono valide per dieci anni. Il prezzo di riferimento del gas sale di 0,59 centesimi a 136,88 euro per megawattora.

Su fisco e risparmi, i regali in contanti insoliti tra privati – superiori al 2% del patrimonio del donante o al 2,5% del reddito netto annuo – devono essere dichiarati online, comprendendo gioielli, veicoli e azioni. I piani di risparmio abitativo (PEL) aperti nel 2026 rendono il 2% lordo, contro l’1,75% del 2025.

Per pensioni e lavoro, le pensioni base aumentano dello 0,9%, al di sotto dell’inflazione prevista dell’1,3%. Le pensioni agricole ora considerano i 25 migliori anni di carriera. Il salario minimo cresce dell’1,18%, portando l’importo netto mensile a 1.443,11 euro.

Le tariffe dei trasporti vedono l’abbonamento mensile Navigo di Île-de-France aumentare del 2,3% a 90,80 euro. Le tariffe postali mediamente +7,4%, con lettera verde a 1,52 euro e Colissimo +3,4%. Stecche da 20 sigarette in media 13,50 euro.

Altre misure impongono parità di genere nei gabinetti ministeriali, terminano i benefit a vita per ex primi ministri dopo dieci anni (auto, autista, sicurezza), consentono agli agricoltori di abbattere lupi in difesa delle greggi senza autorizzazione preventiva, vietano microplastiche nei cosmetici da risciacquo e attivano il meccanismo di adeguamento al confine carbonio dell’UE per tassare importazioni inquinanti.

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