Lo sci alpinismo, o skimo, fa il suo debutto olimpico ai Giochi di Milano Cortina 2026, combinando salite con gli sci, escursioni e discese rapide. Le gare si svolgeranno a Bormio, in Italia, a partire dal 19 febbraio, con sprint e staffette miste. Lo sport mette in evidenza attrezzature leggere e transizioni rapide, adattando le pratiche tradizionali in fuori pista alla competizione moderna.
Le Olimpiadi invernali hanno da tempo presentato discipline impegnative, dalle discese ad alta velocità nello skeleton allo sci freestyle acrobatico. Ora, lo sci alpinismo introduce una nuova sfida a Milano Cortina 2026: gli atleti devono salire montagne con gli sci, percorrere tratti impervi a piedi e poi scendere velocemente su sci compatti. Radicato nelle origini pratiche dello sci prima delle seggiovie, lo skimo si è evoluto dai viaggi in backcountry del XIX secolo. La Federazione Internazionale di Sci Alpinismo (ISMF) lo ha modernizzato per un appeal olimpico, enfatizzando accessibilità e spettacolo. A Bormio, dal 19 febbraio, sprint su pista e staffette miste dimostreranno l’intensità dello sport. Il direttore ISMF Ramone Cooper spiega le differenze rispetto allo sci alpino o nordico. «Rispetto allo sci di discesa, dove hai stabilità e forza con sci più larghi e pesanti, attacchi robusti e scarponi forti, lo sci alpinismo riguarda il muoversi tra le montagne con attrezzature davvero leggere», dice. Le transizioni tra fasi – salita, portage e discesa – sono cruciali. Gli atleti usano ‘pelli’, strisce antiscivolo sotto gli sci per trazione in salita con talloni liberi. Per il portage, tolgono gli sci, li mettono nello zaino e passano gli scarponi in modalità camminata. Prima della discesa, le pelli vengono staccate e riposte in tasche della tuta, talloni bloccati. Nella Coppa del Mondo in corso, i francesi Emily Harrop e Thibault Anselmet hanno vinto sprint femminili e maschili più la staffetta mista nell’ultimo evento. Francia, Spagna, Italia e Svizzera guidano il circuito, con atleti italiani pronti al supporto casalingo a Bormio. Il cambiamento climatico modella il futuro dello skimo, con linee nevose in ritirata che richiedono adattamenti. Cooper nota: «Abbiamo gare che partono sulla neve... Sprint e staffetta mista... sono state disputate in aree resort con innevamento artificiale. È... la realtà della neve ora.» Mentre lo sport punta alle Alpi francesi 2030, bilancia tradizione con realtà ambientali, richiedendo infrastruttura minima per resilienza.