Il Congresso argentino ha trasformato il disegno di legge 'Innocenza Fiscale' in legge il 26 dicembre, introducendo riforme al sistema fiscale che semplificano le dichiarazioni e aggiornano le sanzioni. La misura mira a normalizzare le situazioni patrimoniali e ad attrarre i risparmi non dichiarati nell'economia formale. I critici la vedono come un esquema di riciclaggio di denaro camuffato, mentre i sostenitori la lodano per ridurre la persecuzione fiscale.
La Legge sull'Innocenza Fiscale, approvata venerdì 26 dicembre 2025, riforma il Regime Penale Tributario, la Legge sul Procedimento Tributario n. 11.683 e il Codice Civile e Commerciale in materia di prescrizione. Introduce il Regime di Dichiarazione Giurata Semplificata (DSIG) per le persone fisiche residenti, consentendo dichiarazioni dell'imposta sulle Ganancias basate unicamente sulla fatturazione, indipendentemente dalle variazioni patrimoniali.
Per aderire al DSIG, i contribuenti devono avere un reddito totale fino a un miliardo di pesos e beni fino a dieci miliardi di pesos al 31 dicembre dell'anno precedente, e non essere classificati come grandi contribuenti nazionali dall'ARCA. La legge presume l'esattezza delle dichiarazioni di Ganancias e IVA, salvo discrepanze significative, come aggiustamenti superiori al 15% o importi che superano le soglie di evasione.
Aggiorna le soglie penali: l'evasione semplice sale da 1,5 milioni a 100 milioni di pesos, e quella aggravata da 15 milioni a 1.000 milioni. Accorcia il periodo di prescrizione a tre anni per dichiarazioni puntuali senza discrepanze. Modifica le sanzioni, aumentando le penalità per mancata presentazione da 200-400 pesos a 220.000-440.000 pesos, sebbene senza un criterio uniforme.
Il presidente Javier Milei l'ha descritta come 'un riciclaggio di denaro senza pagamento di tasse', con scopi non arrecadatori, per proteggere i 'buoni argentini' e attrarre dollari dal 'materasso'. Juan Pazo, ex capo dell'ARCA, l'ha difesa come la fine di un 'regime sovietico' di persecuzione, concentrandosi sulla semplificazione dei controlli e sulla garanzia di libertà nell'uso dei risparmi, facilitando l'accesso al credito e riducendo la pressione fiscale di oltre 2,5 punti di PIL.
Juan Manuel Álvarez Echagüe, professore alla UBA, critica la legge come un 'riciclaggio indiretto' senza amnistia, invitando redditi non dichiarati ignorando il consumo patrimoniale, creando incertezza giuridica. La norma esonera anche gli aderenti dalla dichiarazione dei beni e limita le denunce penali se gli obblighi sono pagati prima della presentazione.