BYD-branded Formula 1 car speeding on racetrack, symbolizing the EV maker's potential motorsport entry.
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BYD valuta ingresso in Formula 1 per rafforzare il marchio globale

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La BYD cinese, il più grande venditore di veicoli elettrici al mondo, sta considerando un ingresso in Formula 1 come prima grande incursione nelle corse automobilistiche d'élite. Il costruttore sta valutando opzioni come l'acquisizione di un team esistente o la creazione di uno da zero, nel contesto del passaggio dello sport verso i motori ibridi. Nessuna decisione finale è stata presa, con costi potenzialmente fino a 500 milioni di dollari per stagione che rappresentano una barriera significativa.

BYD Company, che ha superato Tesla nelle vendite di veicoli elettrici a batteria nel 2025 con 2,25 milioni di unità contro 1,63 milioni di Tesla, sta cercando di rafforzare il riconoscimento del suo marchio internazionale oltre la Cina. L'azienda ha raggiunto vendite estere superiori a 1 milione di unità nel 2025, con un aumento del 150%, e punta a 1,3 milioni di unità all'estero nel 2026. Secondo rapporti di Bloomberg e fonti informate sugli sviluppi, BYD sta esaminando ingressi nel motorsport competitivo, inclusa la Formula 1 e il Campionato Mondiale di Endurance, che comprende le 24 Ore di Le Mans. Le opzioni in esame includono l'acquisizione di un team Formula 1 esistente o lo sviluppo di uno indipendente, sebbene quest'ultimo comporti notevoli ostacoli finanziari e regolatori. Costruire e gestire un team F1 da zero è stimato costare fino a 500 milioni di dollari per stagione, richiedendo anni di negoziati con la FIA e Formula One Management. Per confronto, General Motors ha pagato una tariffa anti-diluizione di 450 milioni di dollari per introdurre Cadillac come 11ª squadra nella stagione 2026. Alpine, di proprietà Renault, emerge come potenziale target per un'acquisizione. Il team lascerà il Campionato Mondiale di Endurance alla fine della stagione corrente e passerà a motori Mercedes nel 2026. Tuttavia, il CEO di Renault Luca de Meo ha dichiarato che il team non è in vendita, respingendo un'offerta riportata da 1,2 miliardi di dollari e sottolineando la sua importanza per il marchio Alpine. I regolamenti Formula 1 2026, che introducono un power unit ibrido più elettrificato con l'MGU-K che eroga 350 kW—contro i 120 kW precedenti—e carburanti sostenibili, si allineano con l'expertise di BYD in batterie, motori ed elettronica di potenza. Questo cambiamento rappresenta circa il 50% della potenza del power unit proveniente da componenti elettrici. BYD ha dimostrato le sue capacità prestazionali con la supercar elettrica Yangwang U9, che ha raggiunto i 472 km/h nei test con quasi 3.000 cavalli, e aprendo un circuito per gare all-terrain in Cina l'anno scorso. Altri produttori cinesi hanno mostrato interesse nel motorsport globale: Geely compete nelle gare turismo tramite Cyan Racing, e Nio ha vinto il primo titolo piloti Formula E nel 2015. Chery Group collabora con l'ACO per Le Mans, mentre Lynk & Co di Geely è entrata nelle gare di endurance. Il presidente FIA Mohammed Ben Sulayem ha espresso sostegno a un ingresso in F1 di un produttore cinese, notando che porterebbe la griglia a 12 team e aumenterebbe la portata dello sport in Asia. BYD ha generato oltre 100 miliardi di dollari di ricavi nel 2025, fornendo le risorse finanziarie per un tale progetto, sebbene un portavoce abbia declinato di commentare sulle esplorazioni.

Cosa dice la gente

Le discussioni su X sull'eventuale ingresso di BYD in Formula 1 mostrano entusiasmo per un nuovo produttore cinese che potenzia la griglia e l'appeal globale del brand, insieme a scetticismo sui costi elevati fino a 500 milioni di dollari per stagione, sul mismatch con il focus EV di BYD che suggerirebbe Formula E, e sui contrasti con il rifiuto ad Andretti a causa di finanziamenti cinesi.

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