Cuban diplomats in Ecuador hold a tribute for 32 fighters killed in US Venezuela raid, showing solidarity amid global backlash.
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Diplomati cubani in Ecuador onorano 32 combattenti uccisi nel raid USA in Venezuela

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Partendo dalla condanna iniziale di Cuba all’operazione militare USA che ha catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro, la missione cubana in Ecuador ha tenuto un omaggio il 6 gennaio a 32 combattenti dell’isola uccisi nel raid, riaffermando la solidarietà in mezzo a reazioni globali avverse.

A Quito il 6 gennaio 2026, la missione diplomatica cubana in Ecuador ha onorato i 32 combattenti cubani morti durante il raid della Delta Force dell’esercito USA sul palazzo presidenziale del Venezuela a Caracas il 3 gennaio. L’operazione ha portato alla cattura di Maduro e di sua moglie Cilia Flores, con le autorità venezuelane che segnalano almeno 80 morti totali.

Maduro, comparso davanti alla Southern District Court of New York, si è dichiarato «prigioniero di guerra» catturato in casa sua e ha dichiarato non colpevole insieme a Flores per accuse di cospirazione narco-terroristica, importazione di cocaina e possesso di armi. Il loro avvocato l’ha definita un «sequestro militare illegale» che viola il diritto internazionale.

La cerimonia a Quito ha evidenziato la solidarietà continua di Cuba con il Venezuela, dopo la denuncia precedente dell’Avana dell’azione come violazione della sovranità. Ha attirato condanne internazionali, inclusa l’avvertimento del segretario generale dell’ONU António Guterres di un «pericoloso precedente». Negli USA, proteste hanno chiesto la liberazione di Maduro con cori anti-imperialisti. La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez è stata insediata come presidente ad interim, passando da una forte condanna a un tono conciliatorio.

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I resti di 32 ufficiali cubani uccisi nell'attacco Usa sul Venezuela sono arrivati a L'Avana il 16 gennaio, dove migliaia di cubani hanno reso omaggio. Il paese resta in alto allarme tra minacce crescenti dall'amministrazione Trump. Marce e cerimonie si sono tenute in tutta l'isola per onorare i martiri.

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A seguito dell’operazione militare USA lanciata all’alba del 3 gennaio 2026, il presidente Nicolás Maduro e sua moglie sono stati catturati dalla Delta Force. Donald Trump ha definito Maduro un narcoterrorista e promesso la guida USA del Venezuela fino a una transizione sicura. Nuovi dettagli rivelano bombardamenti a Caracas, vittime civili, acquisti di panico e appelli internazionali alla moderazione.

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Early on January 3, 2026, U.S. forces executed a large-scale operation in Caracas, capturing Venezuelan President Nicolás Maduro and his wife, Cilia Flores, who face U.S. charges of narco-terrorism and drug trafficking. President Donald Trump announced the action via Truth Social, stating the U.S. will temporarily run Venezuela to ensure a stable transition. The move has sparked sharp divisions, with Democrats decrying it as unconstitutional and Republicans praising it as decisive.

Un giorno dopo i raid militari USA e la cattura del presidente Nicolás Maduro, i residenti di Caracas affrontano lunghe code per i beni di prima necessità, blackout e limbo politico. Le interviste rivelano rabbia, confusione e poche celebrazioni tra timori di escalation, con l'esercito che sostiene la vicepresidentessa Delcy Rodríguez e voci internazionali che invocano moderazione.

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Negli ultimi sviluppi dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte degli USA il 3 gennaio 2026, il presidente Donald Trump ha annunciato la consegna da parte del Venezuela di 30-50 milioni di barili di petrolio agli USA, con i proventi sotto supervisione americana. Maduro si è dichiarato non colpevole di accuse di narcotraffico a New York, mentre la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha proclamato sette giorni di lutto nazionale per almeno 55 morti nell'operazione.

 

 

 

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