Due articoli di opinione su Folha de S.Paulo dibattono se debba cambiare la distribuzione delle royalties petrolifere in Brasile. Il sindaco di Maricá sostiene la riforma per promuovere la giustizia sociale, mentre i direttori del CBIE ritengono che il modello attuale compensi gli impatti locali e che il problema sia nell'uso improprio delle risorse.
Il dibattito sulla distribuzione delle royalties petrolifere ha avuto grande risalto in articoli di opinione pubblicati il 30 gennaio 2026 su Folha de S.Paulo. Il sindaco di Maricá, Quaquá (PT), presidente dell’Associazione Brasiliana dei Comuni (AMB) e vicepresidente nazionale del PT, sostiene un cambiamento verso una condivisione più equa con i comuni vicini, attraverso la lente della giustizia sociale. Maricá ha ricevuto circa 3,8 miliardi di R$ in royalties nel 2024, grazie ai suoi 46 km di costa di fronte alle aree di produzione offshore, che generano impatti ambientali e urbani compensati secondo i criteri ANP e IBGE. La città ha investito in iniziative come la moneta sociale Mumbuca, autobus gratuiti, Passaporto Universitario per l’accesso gratuito all’università, oltre a miglioramenti in sicurezza, sanità e urbanizzazione. Per il futuro, ha creato Maricá Global Invest e il Fondo Sovrano, trasformando entrate finite in investimenti permanenti. L’Indice di Sviluppo Umano Municipale (IDH-M) di Maricá è cresciuto del 20,9% dal 2000, raggiungendo 0,765, sopra la media nazionale, con una crescita demografica del 54,8% al Censimento 2022, la più alta nello Stato di Rio de Janeiro. In un accordo con il sindaco di Rio Eduardo Paes (PSD), Maricá ha condiviso royalties con São Gonçalo, Guapimirim e Magé, favorendo lo sviluppo regionale. «La prosperità isolata non è sostenibile», dichiara il sindaco. All’opposto, i direttori del Centro Brasiliano per le Infrastrutture (CBIE) si oppongono al cambiamento. Sottolineano che le royalties non sono una condivisione di introiti ma compensazione per gli impatti di una risorsa non rinnovabile, secondo la sentenza STF del 2005 del ministro Eros Grau. La causa della Confederazione Nazionale dei Comuni (CNM) presso la STF, ferma dal 2012, contesta la concentrazione in città come Maricá (R$ 24,5 mila pro capite, oltre cinque volte la media), Niterói e Campos dos Goytacazes. Citano esempi di uso improprio, come infrastrutture degradate a Campos, 12 milioni di R$ spesi da Rio das Ostras per una passeggiata in porcellana e investimenti sotto la media a Saquarema. Niterói ha destinato solo il 5% delle royalties a un fondo sovrano, a differenza del fondo norvegese da 2 trilioni di US$, che permette solo il 3% di utilizzo annuo. «Il problema non è nel modello di distribuzione, ma nell’uso improprio delle entrate», sostengono, proponendo maggiore trasparenza e supervisione invece di una ridistribuzione equa, che potrebbe diffondere l’irresponsabilità.