Dopo dieci giorni di sciopero dei medici liberali, la ministra della Salute Stéphanie Rist, in carica da ottobre 2025, affronta un'elezione legislativa parziale nel Loiret il 18 e 25 gennaio, che potrebbe determinare il suo futuro nel governo. Sebbene il bilancio della sicurezza sociale sia stato approvato, le sue prestazioni nei dibattiti non hanno ricevuto un'approvazione universale. Si è riunita con i sindacati per allentare le tensioni.
Stéphanie Rist inizia il suo quarto mese come ministra della Salute in avenue de Ségur, sotto pressione crescente per lo sciopero dei medici liberali durato dal 5 al 15 gennaio. Questa vertenza, con richieste varie per specialità ma unite nella difesa dell'autonomia professionale, ha mobilitato i sindacati che inizialmente hanno rifiutato un incontro con lei, preferendo il primo ministro Sébastien Lecornu. Giovedì 15 gennaio, tra appuntamenti sindacali, la ministra ha ricevuto Le Monde nel suo ufficio. Ha ribadito che, in caso di mancata rielezione alle elezioni legislative parziali del Loiret, si dimetterebbe: «Mi sembra normale, se c'è una sanzione alle urne». Questo voto, previsto per le domeniche 18 e 25 gennaio, avviene in un contesto di instabilità politica, con minacce all'esecutivo sul bilancio. Nonostante l'approvazione del bilancio della sicurezza sociale, descritto come «tecnico», le sue performance nei dibattiti dividono l'opinione. Venerdì ha formalizzato concessioni, tra cui un emendamento per eliminare la sorveglianza delle assenze per malattia e la procedura «mise sous objectifs» dal disegno di legge antifrode, una linea rossa per i medici generici. Queste aperture mirano a disinnescare la rivolta, ma permane l'incertezza sulla sua posizione nel governo.