Migliaia di medici liberali iniziano uno sciopero da lunedì 5 gennaio fino al 15 gennaio, protestando contro le misure nel bilancio della sicurezza sociale approvato il 16 dicembre. Saranno sospese le consultazioni e le operazioni programmate, con disagi negli ospedali dal 10 al 14 gennaio. È prevista una manifestazione a Parigi il 10 gennaio.
L’ira dei medici liberali ha raggiunto il punto di rottura per il bilancio della sicurezza sociale 2026, approvato a stretta maggioranza dall’Assemblea Nazionale il 16 dicembre 2025. Tutti i sindacati, inclusa la Confédération des syndicats médicaux français (CSMF), hanno proclamato uno sciopero nazionale dal 5 al 15 gennaio. «Basta. La medicina liberale arrabbiata si prepara a una ‘veglia d’armi’», dichiara Franck Devulder, presidente della CSMF. «Dal 5 al 15 gennaio, non risponderà più», aggiunge.
A partire da lunedì, gli studi medici chiuderanno per le consultazioni di routine e saranno annullati gli interventi programmati nelle cliniche. Dal 10 al 14 gennaio, le attività ospedaliere saranno interrotte, potenzialmente colpendo gli ospedali pubblici. È prevista una grande manifestazione a Parigi sabato 10 gennaio per protestare contro questi «attacchi senza precedenti» alla medicina liberale.
I professionisti si oppongono a misure come l’aumento della sorveglianza sulle prescrizioni di certificati di malattia e tagli tariffari autoritari per alcune procedure, aggirando il dialogo sociale. Il sindacato CSMF stima che l’85% dei suoi iscritti parteciperà, rendendo il movimento «estremamente seguito».
In risposta a questa mobilitazione, la ministra della Salute Stéphanie Rist afferma di aver coordinato con le Agenzie Regionali di Salute (ARS) e le strutture per garantire la continuità delle cure. «Possiamo anche ricorrere a requisizioni se necessario», avverte in un’intervista a La République du Centre. Giustifica le riforme con l’aumento degli sforamenti delle tariffe, che porta alcuni pazienti a rinunciare alle cure per motivi finanziari.
Questo conflitto evidenzia le tensioni persistenti nel sistema sanitario francese, dove i tagli al bilancio si scontrano con le richieste dei professionisti.