L'Assemblea nazionale ha adottato giovedì 4 dicembre una versione annacquata dell'aumento della CSG sui redditi da capitale, escludendo diversi prodotti di risparmio per limitare l'impatto sulle classi medie. Questo compromesso, presentato dal governo di Sébastien Lecornu, mira a garantire le entrate del bilancio della Sicurezza sociale evitando un vicolo cieco parlamentare. Il voto favorevole accende speranze per l'approvazione del PLFSS entro fine anno.
I dibattiti all'Assemblea nazionale sulla legge di finanziamento della Sicurezza sociale per il 2026 (PLFSS) hanno preso una svolta decisiva giovedì 4 dicembre. Alle 15:30 il primo ministro Sébastien Lecornu ha avvertito i deputati delle conseguenze di un'assenza di bilancio, citando una «perdita totale di controllo» che porterebbe a un deficit di 29 o 30 miliardi di euro nel 2026. «Chi pagherà il conto per i contributi obbligatori?», si è chiesto, presentando uno studio di impatto richiesto alla direzione della Sicurezza sociale.
Di fronte alle tensioni, il governo ha presentato un emendamento dell'ultimo minuto sulla CSG, una misura inizialmente proposta dalla sinistra per generare 2,8 miliardi di euro. La versione adottata porta la CSG al 10,6% su determinati redditi da capitale ma la mantiene al 9,2% per redditi da locazione, plusvalenze immobiliari, assicurazioni sulla vita, PEL e PEP per «non penalizzare i risparmiatori». Il rendimento atteso scende a circa 1,5 miliardi di euro. L'emendamento è passato con 177 voti a favore, 84 contrari e 92 astenuti, inclusi 19 di LR.
Questo compromesso, che include concessioni alla sinistra come l'approvazione di una tassa sulle mutue sanitarie per un miliardo di euro, è stato accolto da un deputato di Renaissance: «Ci siamo quasi». La ministra del Bilancio pubblico Amélie de Montchalin ha anche rinunciato al raddoppio delle franchigie mediche per mancanza di consenso e considera di alzare l'Ondam al +2,5%. Un sondaggio Odoxa per Le Figaro mostra che il 51% dei francesi vuole l'approvazione del PLFSS, ma solo se esclude la CSG sul patrimonio, respinta dal 53% se inclusa.
Nonostante questi progressi, l'adozione finale resta incerta, prevista per il 9 dicembre, con opposizione persistente da Horizons e LR. Lecornu rifiuta il 49.3, promettendo un dialogo aperto per evitare uno scenario di deficit fuori controllo disastroso.