I deputati francesi hanno adottato un emendamento socialista al disegno di legge sul finanziamento della Sicurezza Sociale per il 2026, che aumenta il contributo sociale generalizzato (CSG) su determinati redditi patrimoniali e da investimenti. Questa misura, che dovrebbe generare 2,66 miliardi di euro, mira a finanziare la sospensione della riforma delle pensioni. Rappresenta una vittoria per i socialisti, sostenuti da parte del blocco centrale.
Mercoledì sera, durante l'esame in sessione pubblica del disegno di legge sul finanziamento della Sicurezza Sociale per il 2026 (PLFSS) all'Assemblea Nazionale, i deputati hanno approvato un emendamento presentato dai socialisti. Questo emendamento prevede un aumento eccezionale del contributo sociale generalizzato (CSG) su determinati redditi patrimoniali e da investimenti, come gli interessi sui risparmi e gli affitti. Il rendimento atteso è di 2,66 miliardi di euro per la Sicurezza Sociale, secondo Le Figaro.
Questa misura riguarda diversi milioni di francesi, in particolare risparmiatori e proprietari immobiliari, che vedranno i loro redditi tassati più pesantemente. Arriva in mezzo a vivaci dibattiti sul bilancio segnati da divisioni a sinistra: un primo emendamento PS sulla CSG è stato respinto per mancanza di sostegno da La France insoumise (LFI) e dagli Ecologisti, ma il secondo ha ottenuto un ampio consenso, inclusi deputati di Renaissance e di altri partiti del blocco centrale.
Il governo ha concesso questa sospensione della riforma delle pensioni del 2023 in cambio della non censura immediata da parte dei socialisti. «Si tratta di una nuova vittoria per i socialisti, che sono riusciti a imporre il loro marchio sul bilancio della Sicurezza Sociale», nota Le Figaro. Voci di destra, come Bruno Retailleau, denunciano un «colpo di mano fiscale» e un «delirio fiscale», sostenendo che scoraggi gli investimenti. Al contrario, Mathilde Panot (LFI) accoglie con favore di aver assicurato un emendamento «migliore» dopo aver respinto un compromesso iniziale insufficiente.
I dibattiti continuano fino al 12 novembre, con altre modifiche approvate, come il rifiuto di un contributo datoriale sui buoni pasto. Questo aumento della CSG evidenzia le tensioni di bilancio in mezzo al crescente deficit della Sicurezza Sociale.