L'Assemblea Nazionale ha adottato martedì il disegno di legge sul finanziamento della Sicurezza Sociale per il 2026, con 247 voti a 232, segnando la prima validazione del bilancio senza articolo 49.3 dal 2022. Il testo include la sospensione della riforma pensionistica del 2023, ottenuta con compromessi col Partito Socialista. Il governo del premier Sébastien Lecornu esalta questa vittoria sudata.
Martedì 16 dicembre 2025, nel tardo pomeriggio, l'Assemblea Nazionale ha adottato definitivamente il disegno di legge sul finanziamento della Sicurezza Sociale (PLFSS) per il 2026, con 247 voti favorevoli e 232 contrari. Questo conferma il voto della settimana scorsa, dopo il rifiuto del Senato del testo, che aveva modificato diverse disposizioni, inclusa la rimozione dell'articolo sulla sospensione della riforma delle pensioni.
Il premier Sébastien Lecornu ha ottenuto questo successo con intense negoziazioni, in particolare col Partito Socialista, che ha votato in massa a favore (63 su 69 deputati PS). I gruppi macronista e MoDem hanno sostenuto il ddl, gli Ecologisti si sono astenuti in maggioranza (27 astensioni), i Repubblicani divisi (18 favorevoli, 28 astensioni). LFI, comunisti, RN e UDR contro.
Il PLFSS prevede un deficit della Sicurezza Sociale a 19,6 miliardi di euro nel 2026, aumento del 3% dell'obiettivo di spesa sanitaria nazionale (guadagno di 8 miliardi) e sospensione fino al 2028 dell'innalzamento dell'età legale di pensione da 62 a 64 anni. Respinte diverse misure controverse del governo, come il congelamento degli aiuti sociali.
Questo compromesso evita l'articolo 49.3, senza maggioranza assoluta. Attenzione ora al bilancio statale, con commissione mista in programma venerdì.