Un gruppo di deputati di Morena ha presentato un'iniziativa per emendare la riforma giudiziaria e posticipare l'elezione del secondo gruppo di giudici alla prima domenica di giugno del 2028, invece del 2027. La proposta mira a evitare la sovrapposizione con le elezioni di parte per preservare l'imparzialità del sistema giudiziario. Include modifiche alla valutazione dei candidati e la creazione di un Comitato di valutazione unico.
I deputati federali di Morena, guidati dal vicecoordinatore del gruppo parlamentare Alfonso Ramírez Cuéllar, hanno presentato un'iniziativa di riforma costituzionale che interessa 10 articoli della Costituzione: 76, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 116 e 122. La proposta, firmata anche dalla ministra in pensione Olga Sánchez Cordero, da Javier Corral e da Susana Harp, tra gli altri, fissa l'elezione giudiziaria al 2028 per separarla dalle competizioni elettorali di parte del 2027. Nella relazione illustrativa, Ramírez Cuéllar ha sostenuto che la sovrapposizione con le elezioni di parte potrebbe confondere il confine tra meriti tecnici e politica, danneggiando la legittimità del potere giudiziario. Si propone un Comitato di valutazione unico con tre rappresentanti per ciascuno dei rami esecutivo, legislativo e giudiziario, nominati dal presidente o dal presidente eletto, dalla Corte Suprema e dalle commissioni di Giustizia delle camere legislative. Tra le modifiche principali, l'Istituto nazionale elettorale (INE) emetterebbe il bando e compilerebbe la lista dei candidati, sostituendo il Senato. Gli aspiranti giudici dovrebbero sostenere esami di conoscenza preparati dalla Scuola nazionale di formazione giudiziaria e somministrati dalle università pubbliche, oltre a richiedere una certificazione di competenza rilasciata dalla stessa scuola. L'iniziativa sottolinea l'importanza di criteri di valutazione oggettivi, eliminando requisiti soggettivi come specifiche medie accademiche, per migliorare la qualità tecnica e depoliticizzare il processo.