La creazione di una società immobiliare per gestire il portafoglio immobiliare dello Stato, censurata alla fine del 2024 dal Consiglio Costituzionale, viene ripresentata ai deputati. Questo progetto, guidato dal deputato Thomas Cazenave, mira a modernizzare la gestione dei beni pubblici e a porre fine ai locali gratuiti per le amministrazioni. Sostenuto dal governo e da 140 deputati, sarà dibattuto nell'Assemblea Nazionale a partire dalla prossima settimana.
La riforma della politica immobiliare dello Stato entra in una nuova fase dopo diversi anni di discussioni. Prevista da tempo, è stata annunciata nel 2023, sospesa dalla dissoluzione dell'Assemblea Nazionale, ripresa alla fine del 2024 e inclusa nel bilancio 2025 prima di essere censurata dal Consiglio Costituzionale, che ha stabilito che non apparteneva a un testo di bilancio. Thomas Cazenave, deputato di Renaissance della Gironda, ha quindi redatto un disegno di legge specifico, convincendo il suo gruppo a sostenerlo. Sostenuta dal governo, questa iniziativa è cosignata da 140 deputati della coalizione di governo e del Partito Socialista. Il testo arriva all'Assemblea Nazionale per il dibattito in commissione finanze mercoledì 14 gennaio, seguito dalla discussione nell'emiciclo il 27 gennaio. «Si tratta di una riforma buona per lo Stato, per l'economia e per il clima», sostiene Thomas Cazenave. «Spero che sia approvata dall'Assemblea e poi rapidamente dal Senato». Portato avanti da una manciata di esponenti di destra e centristi, questo progetto mira a modernizzare la gestione del vasto e talvolta fatiscente portafoglio immobiliare dello Stato, ponendo fine ai locali gratuiti per le amministrazioni. Nonostante gli ostacoli, questa tenacia politica potrebbe portare a una gestione più efficiente dei beni pubblici.