La Corte Suprema Federale (Stf) ha approvato all’unanimità un accordo interfederativo che ridefinisce il finanziamento dei farmaci oncologici nel Sistema Unico di Salute (Sus). La decisione stabilisce regole per il rimborso da parte dell’Unione e determina la competenza giudiziaria per le azioni relative a questi trattamenti. L’accordo segue la creazione di una nuova politica di assistenza farmaceutica oncologica.
La Corte Suprema Federale (Stf) ha avallato, in una sessione giovedì 19 febbraio, l’omologazione di un accordo tra Unione, stati e municipi riguardo al finanziamento dei farmaci anticancro nel Sistema Unico di Salute (Sus). Questa misura mira a riorganizzare l’acquisto e la dispensazione di questi farmaci, a seguito dell’emissione della Portaria Gm/Ms 8.477/2025 del Ministero della Salute, che ha istituito l’Af-Onco, un componente dell’Assistenza Farmaceutica Oncologica. 5n nUn aspetto chiave è il mantenimento del 80% di rimborso da parte dell’Unione nei casi in cui i farmaci oncologici sono forniti per ordine giudiziario. Questa proporzione si applica alle cause intentate fino al 10 giugno 2024 e provvisoriamente ai casi successivi, fino al raggiungimento di un nuovo consenso approvato dallo Stf. 5n nIl relatore del caso, il ministro Gilmar Mendes, ha incluso una tesi per regolamentare la competenza giurisdizionale. Pertanto, le richieste riguardanti farmaci acquisiti centralmente dal Ministero della Salute spettano alla Giustizia Federale. Le acquisizioni decentralizzate saranno gestite dalla Giustizia Statale. 5n nPer garantire certezza giuridica, lo Stf ha modulato gli effetti della decisione: il cambio di competenza si applicherà solo alle azioni iniziate dopo il 22 ottobre 2025, data di pubblicazione della portaria che crea l’Af-Onco. Questo approccio impedisce la ridistribuzione dei casi in corso e mira a bilanciare il sistema sanitario pubblico con le richieste giudiziarie.