La tradizione messicana del Giorno di Candelaria, celebrata il 2 febbraio con tamales, vedrà costi più alti quest’anno. Un’analisi mostra che preparare i tamales sarà del 18% più costoso a causa dell’aumento dei prezzi di ingredienti chiave come carni e salse. La festività fonde radici preispaniche ed elementi cristiani in un’usanza profondamente radicata.
Il Giorno di Candelaria si celebra ogni 2 febbraio in Messico, dove le famiglie si riuniscono per mangiare tamales, adempiendo alla promessa di chi ha estratto la bambola dalla Rosca dei Re il 6 gennaio. Questa tradizione ha origini preispaniche fuse con credenze cristiane dopo la Conquista. Secondo il professore dell’Università Anáhuac Alberto Peralta de Legarreta, la rosca circolare simboleggia la corona dell’Avvento o un ciclo annuale completo, con il numero 12 che rappresenta mesi, costellazioni zodiacali, apostoli e apparizioni di Gesù. L’Epifania, che significa “il sole bambino si manifesta”, fu applicata a Gesù, e il 2 febbraio segna la presentazione di Gesù al tempio, la fine della quarantena di Maria, celebrata con candele che rappresentano una luce ardente e amorevole. In Mesoamerica, il sole rinasceva il 25 dicembre e, 13 giorni dopo, il 2 febbraio, l’anno mexica iniziava con tamales cotti in “pentole gravide”, collegando la rosca come promessa e il tamal come adempimento nella tradizione mestiza. Per il 2026, il Grupo Consultor de Mercados Agrícolas (GCMA) riferisce che il costo per preparare 30 tamales al mole in foglie di mais è passato da 268 pesos a gennaio 2025 a 315 pesos, un aumento del 17,5% o 47 pesos, con il prezzo unitario da 8,93 a 10,50 pesos. I tamales verdi oaxachechi in foglie di banana sono aumentati da 285 a 338,50 pesos, un +18,8% o 53,50 pesos, a 11,28 pesos l’uno. I maggiori aumenti derivano da salse e verdure (21,3% nel mole), petto di pollo (da 90 a 104 pesos), masa di mais (+10 pesos) e foglie di involucro (33,3% nel mais). Nello stile oaxacheco, la polpa di maiale è salita del 20% (da 110 a 132 pesos) e le salse del 27,9%. Questi rincari riflettono pressioni sugli input chiave, impattando la tradizionale “tamalada”.