Giudice dichiara invalido decreto di Milei che sospendeva emergenza disabilità

Un giudice federale a Campana ha dichiarato invalido il decreto presidenziale che sospendeva la legge sull’emergenza disabilità e ne ha ordinato l’applicazione immediata su tutto il territorio nazionale. La sentenza respinge gli argomenti fiscali del governo e sottolinea la tutela dei diritti vulnerabili. L’esecutivo ha annunciato che farà ricorso.

Il venerdì 12 dicembre 2025, il giudice federale Adrián González Charvay del Tribunale Federale di Campana ha deciso a favore di un amparo collettivo presentato da famiglie e associazioni di persone con disabilità. Ha dichiarato invalida la sospensione imposta dal Decreto Presidenziale 681/2025, con cui il presidente Javier Milei ha promulgato la legge 27.793 ma l’ha lasciata sospesa citando la mancanza di fondi specifici. La legge, approvata dal Congresso a luglio 2024, dichiara l’emergenza disabilità fino alla fine del 2027. Dopo un veto presidenziale respinto dal Senato a settembre 2024 con 63 voti a favore e 7 contro, il governo è ricorso a questa misura per evitare l’esecuzione. Il giudice ha argomentato che la Costituzione richiede all’esecutivo di promulgare ed eseguire la legge senza condizioni, e che la sospensione viola i poteri legislativi subordinando una legge a regolamenti inferiori. González Charvay ha respinto le affermazioni fiscali del Ministero della Salute, che avvertiva di rischi per l’equilibrio di bilancio. Ha notato che, da dicembre 2023, il governo ha effettuato oltre 19 modifiche di bilancio per altri scopi, autorizzate dal Congresso al capo di gabinetto. La sentenza richiama la giurisprudenza della Corte Suprema e della Corte Interamericana dei Diritti Umani, che proibiscono regressi nei diritti sociali ed esigono una tutela rafforzata per le persone con disabilità, specialmente bambini e anziani. Il giudice ha ordinato l’applicazione immediata della legge su tutto il territorio nazionale, ha imposto le spese allo Stato nazionale e ha disposto la pubblicazione nel Registro Pubblico dei Processi Collettivi. Il governo ha confermato che ricorrerà alla Corte d’Appello Federale di San Martín, sostenendo che la sentenza invade le prerogative esecutive e minaccia l’equilibrio fiscale. Questa decisione riafferma i limiti costituzionali sui diritti fondamentali in mezzo alle tensioni tra i poteri dello Stato.

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