Agenti della Polizia nazionale hanno visitato lunedì la sede del Centro nazionale per la ricerca sul cancro (CNIO) a Madrid per raccogliere la documentazione richiesta dalla Procura anticorruzione di Madrid. L'azione fa parte di un'inchiesta su un presunto schema di appalti truccati che potrebbero aver sottratto 20 milioni di euro in un decennio. Il Ministero della Scienza chiarisce che non si è trattato di una perquisizione, ma di una consegna volontaria di informazioni.
Il Centro nazionale per la ricerca sul cancro (CNIO), principale istituzione spagnola di ricerca sul cancro, è al centro di un'inchiesta per corruzione. Lunedì 22 dicembre 2025, agenti dell'Unità reati economici e fiscali (UDEF) della Polizia nazionale hanno visitato la sede del CNIO per ottenere la documentazione richiesta dalla Procura anticorruzione di Madrid. Secondo il Ministero della Scienza, sotto la cui egida opera il centro, l'azione è stata una «richiesta formale di informazioni» e non una perquisizione. Gli agenti hanno prelevato un hard disk con i documenti richiesti, senza sequestrare computer o altri dispositivi.
La denuncia, presentata da un ex dirigente licenziato ad agosto con procedimento disciplinare, accusa l'ex direttore del CNIO, Juan Arroyo — in carica per oltre 15 anni — e altri dipendenti di aver orchestrato una rete di appalti truccati assegnati a società affiliate. Il denunciante stima che circa 20 milioni di euro siano stati sottratti dai fondi pubblici nell'ultimo decennio. Tra le società evidenziate figurano Gedosol, fondata dall'ex responsabile delle risorse umane e beneficiaria di oltre 15 milioni in contratti; Zeus SL, creata dall'ex direttore tecnico con 5,4 milioni di fatturato; e Alaos ITL SL, legata all'ex direttore degli acquisti, che ha fatturato 11 milioni. Queste aziende, secondo l'anteprima della denuncia di 120 pagine pubblicata da El Mundo il 16 novembre, avevano il CNIO come unico cliente e vincevano quasi tutte le gare a cui partecipavano.
Arroyo nega le accuse. Il consiglio di amministrazione del CNIO, presieduto da Eva Ortega Paíno con la ministra Diana Morant come presidente onoraria, ha destituito Arroyo e la direttrice María Blasco a gennaio 2025 nel bel mezzo del loro conflitto. Blasco, accusata di molestie sul lavoro — che nega —, è stata sostituita dal bioinformatico Raúl Rabadán della Columbia University. Lo scienziato aveva in precedenza segnalato le presunte irregolarità di Arroyo. Il CNIO ha un bilancio annuale di 40 milioni di euro, metà finanziato dal Ministero della Scienza, che ha promesso «piena cooperazione con la giustizia» e determinazione contro qualsiasi illecito.
La denuncia evidenzia schemi negli appalti dal 2007, come contratti a catena appena sotto le soglie di controllo (49.900 o 14.900 euro), secondo la legge sulla Scienza e le linee guida interne del centro. Società satelliti esternalizzavano servizi prima gestiti dal personale del CNIO, indebolito da tagli, fatturando compiti non eseguiti.