I querelanti nella causa di esproprio di YPF hanno chiesto al giudice Loretta Preska di dichiarare la Repubblica d'Argentina in oltraggio per non aver fornito messaggi di testo personali ed email di funzionari. Questa richiesta fa parte di un processo di discovery per dimostrare che lo Stato e la compagnia petrolifera operano come un'unica entità. Tuttavia, il giudice ha recentemente sospeso un ordine precedente favorevole ai querelanti, offrendo un sollievo temporaneo all'Argentina.
Nella causa sull'esproprio di YPF del 2012, i beneficiari della sentenza, guidati dalla società Burford Capital, hanno presentato un'istanza al giudice federale di New York Loretta Preska. Chiedono sanzioni e un ordine di oltraggio contro l'Argentina se continua a rifiutare di consegnare comunicazioni personali di funzionari ed ex funzionari, nell'ambito del processo di discovery 'alter ego'. Ciò mira a dimostrare che lo Stato argentino e YPF operano come un'unica entità, consentendo potenziali sequestri di beni come la Banca Centrale o Aerolíneas Argentinas.
Secondo l'avvocato Sebastián Soler, 'il governo sostiene che, trattandosi di comunicazioni tramite account e dispositivi personali, possano essere fornite solo con il consenso degli individui'. Alcuni hanno acconsentito, ma altri, come il ministro dell'Economia Luis Caputo e il ministro degli Esteri Pablo Quirno, rifiutano. I querelanti propongono un calendario di depositi informativi dal 15 gennaio al 5 marzo 2026 per affrontare questa mozione.
Uno sviluppo positivo per l'Argentina è arrivato il 23 dicembre 2025, quando Preska ha sospeso un ordine precedente che autorizzava l'indagine su beni di YPF potenzialmente aggredibili. Lo specialista Sebastián Maril di Latam Advisors lo ha definito un 'regalo di Natale per YPF', poiché ferma temporaneamente quella ricerca di beni. Tuttavia, Maril ha notato che 'questo ordine non si applica alla discovery su altri beni sovrani, che rimane in vigore'.
Il caso evidenzia le tensioni nel rimborso del debito derivante dall'esproprio, stimato in miliardi di dollari, e le sue implicazioni per la sovranità economica dell'Argentina.