Top tennis players Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, and Aryna Sabalenka frustratedly removing fitness trackers on Australian Open court amid ban enforcement.
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Primi giocatori esclusi dai fitness tracker all’Australian Open

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Diversi top tennisti, tra cui Carlos Alcaraz, Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, sono stati invitati a rimuovere i fitness tracker indossabili durante l’Australian Open 2026. I dispositivi, approvati da ITF e circuiti, non sono consentiti nei Grand Slam. I giocatori hanno espresso frustrazione, sperando in un cambio di politica per monitorare salute e performance.

All’Australian Open di Melbourne, gli organizzatori hanno imposto il divieto di fitness tracker indossabili, colpendo giocatori di spicco come il numero 1 al mondo Carlos Alcaraz, il campione uscente Jannik Sinner e la numero 1 Aryna Sabalenka. I dispositivi, come il tracker Whoop, monitorano metriche come variabilità della frequenza cardiaca, fasi del sonno, temperatura cutanea e dati di recupero, che gli atleti usano per ottimizzare le performance e prevenire infortuni. Alcaraz è stato istruito dall’arbitro Marija Cicak a rimuovere il suo dispositivo da sotto la fascia sudata prima del suo match degli ottavi contro Tommy Paul domenica. Sinner ha ricevuto una richiesta simile prima della sua vittoria negli ottavi su Luciano Darderi lunedì, dopo aver lottato con il caldo estremo in un turno precedente. Sabalenka, che punta al terzo titolo, è stata invitata a togliere il suo tracker dopo la vittoria nei quarti martedì. I tracker sono approvati dalla International Tennis Federation (ITF), dall’ATP dal 2024 e dalla WTA dal 2021, consentendone l’uso negli eventi regolari dei circuiti. Tuttavia, i quattro Grand Slam — Australian Open, French Open, Wimbledon e US Open — non li hanno autorizzati, creando una discrepanza. Tennis Australia ha dichiarato: «I wearable non sono attualmente consentiti nei Grand Slam. L’Australian Open è coinvolto in discussioni in corso su come questa situazione possa cambiare.» I giocatori hanno espresso confusione e delusione. Sabalenka ha spiegato: «Il motivo per cui lo indossavo in campo è che abbiamo ricevuto una email con l’approvazione ITF per questo dispositivo. Tutto l’anno lo usiamo nei tornei WTA... È solo per tracciare la mia salute.» Ha aggiunto: «Non capisco perché i Grand Slam non ce lo permettano. Spero davvero che riconsiderino la decisione.» Sinner ha notato il valore dei dati post-partita: «Ci sono certi dati che vorremmo tracciare un po’ in campo... È più per quello che vedi dopo la partita. Sono dati che useremmo anche nelle sessioni di pratica, perché da lì puoi allenarti con la frequenza cardiaca, quante calorie bruci.» Darderi ha obbedito subito: «L’arbitro mi ha chiesto subito se era il tracker... ‘Toglilo’. Va bene... Ma le regole sono regole. Capisco. Non lo userò più.» Il CEO di Whoop Will Ahmed ha definito il divieto «folle», promettendo di lottare per l’accesso degli atleti ai dati sanitari. L’ex giocatore John Millman lo ha descritto come «ridicolo», criticando l’ITF per il ritardo. Nel frattempo, il torneo fornisce dati alternativi tramite telecamere high-tech, che tracciano distanza percorsa e sprint. La controversia evidenzia tensioni tra approvazioni dei circuiti e autonomia dei Grand Slam.

Cosa dice la gente

I top player tra cui Alcaraz, Sinner e Sabalenka hanno espresso frustrazione per il divieto dell’Australian Open sui fitness tracker approvati ITF come Whoop, citando necessità di monitoraggio salute. Il CEO Whoop ha evidenziato la confusione di Sabalenka. Le discussioni si chiedono se i Grand Slam siano in ritardo sui circuiti in adozione tech o prioritarino l’equità. Alcuni utenti vedono la regola come obsoleta o ‘folle’, altri speculano che i giocatori la sfidino di proposito. Pochi hanno protestato acquistando dispositivi.

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