Audi ha svelato il suo progetto team Formula 1 a Berlino con un evento umile ma fiducioso, rivelando la livrea della show car 2026 e delineando le ambizioni della 'Mission 2030'. Il lancio presso il locale Kraftwerk ha enfatizzato resilienza e progresso costante anziché spettacolo. Figure chiave tra cui Mattia Binotto hanno sottolineato un focus sul successo a lungo termine senza dominio immediato.
L'ingresso di Audi in Formula 1 è stato uno degli sviluppi più attesi nello sport, dopo anni di smentite prima che il produttore tedesco si impegnasse per un debutto nel 2026. L'evento di lancio a Berlino in una data recente non specificata ha segnato un passo deliberato in questo viaggio, tenutosi al Kraftwerk – un'ex centrale elettrica degli anni '60 a Berlino Est, ora hub culturale su Kopenicker Strasse. La scelta della sede simboleggiava l'identità della Berlino moderna, mescolando eredità industriale con creatività contemporanea. La presentazione ha evitato lustrini: niente laser, musica o rivelazioni drammatiche. Invece, dopo un breve discorso del CEO Audi Gernot Doellner, un semplice scoprimento ha svelato la show car 2026 nei suoi nuovi colori. Iconiche auto da corsa Audi, inclusa l'Auto Union Type C e un prototipo vincitore di Le Mans, erano esposte all'ingresso. Mattia Binotto, chief operating officer del team, e team principal Jonathan Wheatley si sono uniti alla conduttrice Naomi Schiff per un breve Q&A, rafforzando un messaggio di ingresso controllato nella serie. I materiali stampa di Audi hanno formalizzato 'Mission 2030' come strategia del team. «La Formula 1 è lo sport di squadra più complesso al mondo», affermava il documento. «Il nostro obiettivo è vincere campionati entro il 2030. Abbiamo un piano strutturato per un'ascesa deliberata. Il nostro viaggio inizia come sfidante... Evolveremo in concorrente... La fase successiva è diventare campioni.» Dietro le quinte, l'evento era meticolosamente organizzato, con slot media di appena tre minuti. I piloti Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg hanno partecipato ad attività leggere con influencer, mentre il direttore tecnico James Key, Binotto e Wheatley hanno risposto a domande. Binotto ha enfatizzato il realismo: «Non mi aspetto che il nostro powertrain sia il migliore fin dall'inizio. Sarebbe impossibile... Siamo davvero concentrati su noi stessi, restando umili.» Questo lancio riecheggia il debutto del programma sportprototipi Audi negli anni '90 a Berlino, ma con maggiore moderazione. Un recente shakedown della R26 a Barcellona – pianificato 18 mesi prima e il primo per i regolamenti 2026 – ha testato la nuova power unit, sottolineando la preparazione per le sfide future. L'approccio evidenzia pazienza per un marchio noto per l'ambizione, priorizzando la resilienza del team rispetto a vittorie immediate.