Zak Brown liquida la controversia sul rapporto di compressione motore come tipica politica F1

Il CEO McLaren Zak Brown ha minimizzato il dibattito in crescita sui rapporti di compressione nei regolamenti motori Formula 1 2026, definendolo manovra politica standard nello sport. Insiste che le power unit Mercedes, usate da McLaren, rispettano pienamente le regole. La questione ruota su potenziali lacune che potrebbero permettere ai motori di superare i limiti imposti in condizioni di gara.

I preparativi della Formula 1 per la stagione 2026 sono stati offuscati da sussurri su una falla tecnica riguardante i rapporti di compressione dei motori, in particolare con le power unit Mercedes. I nuovi regolamenti stabiliscono un tetto di 16:1, ridotto rispetto al precedente 18:1 nell'era turbo-ibrida. L'applicazione si basa su controlli parc fermé a temperature ambiente, ma sono sorte preoccupazioni su materiali che potrebbero espandersi sotto il calore della gara, permettendo rapporti più alti in pista senza violare le regole durante le ispezioni. Zak Brown, CEO McLaren che utilizza motori Mercedes, vede il trambusto come routine nello sport. «È la tipica politica della Formula 1», ha detto ai media di recente. Ha enfatizzato la conformità: «Il motore è stato progettato ed è totalmente conforme alle regole». Brown ha paragonato la situazione a innovazioni passate come i doppi diffusori, legali nonostante le controversie. «È questo lo spirito dello sport», ha aggiunto. Le squadre rivali hanno suonato l'allarme, suggerendo che il potenziale vantaggio potrebbe squilibrare la competizione, con alcuni rumor dal paddock che sostengono addirittura che le auto con power unit Mercedes potrebbero essere dichiarate non conformi ed escluse dal Gran Premio d'Australia di apertura. Brown ha respinto tali speculazioni: «Non riesco a immaginare che non ci siano squadre Mercedes in griglia in Australia». Ha notato che i motori hanno superato tutti i test, lodando Mercedes High Performance Powertrains (HPP) per il loro lavoro. Brown ha minimizzato qualsiasi vantaggio significativo: «Non credo ci sia un vantaggio significativo come rappresentato dalla concorrenza». Ha suggerito che i rivali stanno amplificando la questione per ragioni strategiche. Dietro le quinte, le discussioni includono idee come sensori in tempo reale o ispezioni simulate in gara, ma qualsiasi cambiamento alle regole richiederebbe ampio consenso da parte dei produttori, FIA e Formula 1. Per ora, Brown vede questo come dramma pre-stagionale familiare piuttosto che una minaccia seria.

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