Durante i test pre-stagionali in Bahrain, il team principal Mercedes Toto Wolff ha espresso preoccupazione che la sua squadra affronti sfide se la FIA modifica i controlli sul rapporto di compressione per la stagione di Formula 1 2026. I rivali spingono per cambiamenti nelle procedure di misurazione, sostenendo che i motori Mercedes superano il limite 16:1 in pista nonostante rispettino i test statici. Wolff ha sottolineato che tutti i motori Mercedes sono pienamente legali e ha respinto piani per azioni legali.
La controversia sulla power unit Mercedes 2026 ha dominato le discussioni al Bahrain International Circuit nel primo giorno dei test pre-stagionali di Formula 1 l'11 febbraio 2026. I motori Mercedes rispettano il rapporto di compressione 16:1 nei test statici a temperatura ambiente, ma lo superano durante il funzionamento in pista, provocando reclami da rivali tra cui Audi, Ferrari e Honda. Questi produttori hanno inviato una lettera congiunta alla FIA per chiarimenti, mentre la posizione di Red Bull appare più riservata. Toto Wolff, team principal Mercedes, si è rivolto ai media: «Nelle ultime settimane sono un po' più confuso su come si sia arrivati al punto che improvvisamente è diventato un argomento, perché fino a venerdì scorso avevo l'impressione che le cose non sarebbero cambiate». Ha appreso dei potenziali cambiamenti da un articolo su un sito italiano e ha notato un lobbismo aumentato, inclusi «incontri segreti» e lettere alla FIA. Wolff ha avvertito: «Se decidono di condividere un'opinione e un'agenda, allora siete fregati», riferendosi alla necessità di una supermaggioranza nel Power Unit Advisory Committee – quattro su cinque produttori di motori, più FIA e Formula One Management. Il team principal Williams James Vowles ha difeso Mercedes, insistendo che la power unit è «completamente conforme ai regolamenti». Si è opposto a interventi: «Noi, come sport, dobbiamo fare attenzione che non diventi una serie BOP. È una meritocrazia dove il miglior risultato ingegneristico viene premiato». Vowles ha evidenziato la complessità di modificare le procedure, notando che potrebbe squalificare otto auto con motore Mercedes, inclusa Williams, dal GP d'Australia l'8 marzo. Wolff ha smentito voci di azioni legali, affermando rispetto per la governance dello sport: «Se la governance dello sport decide di cambiare le regole, sia contro la nostra posizione o a favore, dobbiamo conviverci». Ha minimizzato gli impatti sulle prestazioni, chiamandolo «solo qualche cavallo», e ha sottolineato conseguenze ignote per lo sviluppo motore e il sistema di bilanciamento ADUO. Nel frattempo, Wolff ha elogiato il nuovo motore in-house di Red Bull come benchmark attuale, citando la sua superiorità nella gestione dell'energia su giri consecutivi. George Russell ha aggiunto che qualsiasi cambio di regole richiederebbe aderenza, ma i tempi di preavviso rendono le modifiche difficili, con conseguenze per l opener a Melbourne «incerte».